La Yurta, una casa in feltro ecosostenibile

 

 

 

La yurta, detta anche iurta o jurta (in mongolo: Гэр, Ger) è un’abitazione mobile adottata da molti popoli nomadi dell’Asia tra cui mongoli, kazaki e uzbeki.

Nonostante dalla seconda metà del XX secolo la Mongolia si sia fortemente urbanizzata, più della metà dei Mongoli continua a vivere nelle proprie abitazioni tradizionali sia che si tratti di nomadi di campagna o di abitanti di città e villaggi.

Sin dai tempi più antichi le yurte o gher sono costituite da uno scheletro di legno e una copertura di tappeti di feltro di lana di pecora; sono di dimensioni e aspetto variabili, a seconda della cultura che le adotta.

Il vantaggio di questo tipo di abitazione è che può essere smontata, spostata e assemblata in un tempo relativamente breve: si adatta quindi bene a uno stile di vita nomade.  (estratto da wikipedia)

Un altro sito www.mongolia.it/gher.htm  descrive molto bene, con articoli  e fotografie molto interessanti, questa abitazione nomade. Ecco un estratto della pagina

GHER, LA BIANCA CASA DEI MONGOLI

 

Venti metri quadrati che contengono un universo. Patrimonio tradizionale, nei secoli fedele, ma anche prodigio di tecnica evoluta. Ecco, questa è la gher (nelle foto di Federico Pistone), l’abitazione mongola per eccellenza da migliaia di anni, almeno dal 3.000 avanti Cristo secondo gli antropologi. Guardatela, da lontano, nella steppa. Bianca, lunare, di forma circolare. Essenziale, democratica, funzionale, vero capolavoro di design nordico. Prima, molto prima di Alvar Aalto e dell’Ikea. Perché la gher te la racconta Erodoto, il viaggiatore sedentario, ed è il 400 a.C.; ci capita dentro Giovanni di Pian del Carpine, devoto globetrotter dell’antichità, nel XIII secolo. E via via tutti i viaggiatori che lambiscono la Mongolia con la gher devono avere a che fare. Per lasciarne memorie concordi e ammirate. La funzionalità intanto. Una casa, nido, riparo, focolare, che monti e smonti come fosse fatta di lego. Quasi un gioco da bambini. Con gesti consacrati dalla tradizione, in cui tutta la famiglia ha un suo ruolo preciso, e già che c’è rinsalda ancor di più i vincoli che la tengono unita. La grata circolare (hana) in legno di salice.  Che fa da parete e punto d’appoggio per i pali di sostegno (uni), riuniti alla sommità della tenda in una calotta (toono) da cui fuoriesce il tubo-camino del focolare interno. …continua a leggere mongolia.it/gher